E se il tuo stampo a iniezione termoplastica non fosse perfetto?
Possono bastare infatti pochi centesimi di millimetro per compromettere un’intera produzione. Una tolleranza fuori specifica, una cavità deformata, un inserto disallineato: anche se lo stampo può sembrare a posto, a volte non lo è, e non è possibile rilevare il suo problema a occhio nudo.
È in questi casi che la scansione 3D si rivela uno strumento decisivo. Perché consente di vedere se ci sono dei problemi, e di agire prima che il problema si trasformi nella produzione incontrollata di scarti, in una rilavorazione o, peggio, in un fermo impianto.
Che cos’è la scansione 3D di uno stampo
La scansione 3D è una tecnologia di controllo che consente di acquisire in modo digitale e ad alta precisione la geometria reale di uno stampo o di un pezzo plastico.
Viene effettuata tramite sistema a luce strutturata, capaci di leggere ogni dettaglio della superficie e di generare un modello digitale che può essere confrontato direttamente con il file CAD originale.
L’analisi 3D si effettua senza dover smontare lo stampo o interrompere a lungo la produzione, e le tecnologie di scansione arrivano oggi a rilevare difetti nell’ordine dei centesimi, quindi ben oltre le capacità di controllo visivo o tattile degli operatori.
Cosa si può rilevare con la scansione 3D
Dal momento che la scansione 3D offre una fotografia tridimensionale accurata dello stato dello stampo, è un modo per rilevare con precisione diverse tipologie di criticità. In particolare, consente di:
Identificare usure e difetti
Si possono individuare cavità danneggiate, spigoli rovinati, segni di deformazione dovuti a calore o pressione, zone consumate o alterate dal tempo.
Verificare la conformità dimensionale
Il confronto con il CAD permette di rilevare scostamenti geometrici, fuori tolleranza, disallineamenti tra le due metà dello stampo, errori che altrimenti passerebbero inosservati.
Controllare il pezzo stampato
Non solo lo stampo: anche il pezzo finito può essere sottoposto a scansione per verificarne il rispetto delle tolleranze, rilevare ritiri, deformazioni o imperfezioni, e confrontarlo con il modello teorico.
Quando può essere effettuata la scansione 3D dello stampo?
Il momento giusto per eseguire una scansione 3D non è solo quando qualcosa va storto. Al contrario, si tratta di una pratica utile in diversi momenti della vita dello stampo. Subito dopo la sua realizzazione, infatti, può essere d’aiuto per verificare che ogni parte dello stampo corrisponda perfettamente al progetto CAD. Questo controllo iniziale è fondamentale per certificarne la qualità prima dell’utilizzo in produzione.
In seguito a modifiche o riparazioni, la scansione 3D controlla che l’intervento eseguito non abbia alterato equilibri dimensionali o funzionali, e che quindi la funzionalità dello stampo sia integra. In caso di usura o danneggiamento, quando lo stampo ha già lavorato a lungo, oppure se ha subito urti, sollecitazioni termiche o stress meccanici anomali, con la scansione 3D si può rilevare le aree critiche e valutare le riparazioni da fare (o se sia il caso di passare a un nuovo stampo).
Per questo in HOPPE ITALIA la scansione 3D non è un servizio accessorio, ma è parte integrante del nostro sistema di lavoro HOPPE Zero Problemi, sviluppato e collaudato per garantire ai nostri partner stampi sempre conformi e realizzati con la massima precisione.
Il nostro reparto metrologico esegue infatti rilievi dimensionali con attrezzature tattili e scanner ottico, per misurare le deformazioni del tuo particolare e assicurarti tolleranze certificate.
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Siamo il riferimento internazionale per la realizzazione di stampi a iniezione termoplastica, prototipali e di serie. In questo blog condividiamo approfondimenti tecnici, aggiornamenti sulle tecnologie e consigli pratici per aiutarti a orientarti nel mondo dello stampaggio termoplastico e a scegliere gli stampi più adatti alle tue esigenze.